Gianni Dall’Olio

IL DUBBIO art gallery

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My Story

Gianni Dall'Olio è un poeta italiano originario di Traversetolo che intreccia tradizione e sperimentazione. La sua scrittura spazia dai versi tradizionali agli haiku, fino alla poesia in vernacolo, con cui recupera il suono e la memoria della lingua locale. Accanto alla parola coltiva anche la pittura, in un dialogo costante tra immagine e verso. Al centro della sua opera c'è la poesia d'amore, tema che gli è valso riconoscimenti in vari concorsi letterari. I suoi haiku, brevi e densi, condensano in pochi versi paesaggi interiori ed emozioni, mentre le composizioni in dialetto restituiscono un'identità radicata nel territorio. Oltre alla poesia, Gianni Dall'Olio è autore di fiabe, racconti in cui la sensibilità lirica si fa narrazione e immaginario per lettori di ogni età. La sua produzione testimonia una ricerca che non si chiude in un solo registro, ma attraversa forme e linguaggi diversi mantenendo una voce riconoscibile. Le opere di Gianni Dall'Olio sono raccolte e presentate nella galleria di IL DUBBIO, dove poesia e arti visive si incontrano.

Gianni Dall’Olio poeta, pittore e scrittore di poesie e fiabe

Introduzione
Gianni Dall’Olio, poeta, pittore e scrittore di poesie e fiabe, è un autore appassionato che ha dedicato gran parte della sua vita all’arte, distinguendosi con versi che toccano il cuore, fiabe che incantano i lettori di ogni età e quadri ispirati ai grandi maestri della pittura.

Nato l’8 novembre 1949 a Traversetolo (PR), Gianni Dall’Olio ha iniziato a scrivere all’età di 8 anni, componendo la sua prima poesia intitolata “La Capra”. Dopo una lunga pausa creativa, ha ripreso a scrivere poesie nel 2004. Dal 2003, si dedica anche alla scrittura di testi per canzoni e di racconti fiabeschi, con i quali trasporta i lettori in mondi immaginari, pieni di sensibilità e poesia. Il suo esordio ufficiale come poeta risale al 2004 con una serie di componimenti in vari stili, tra cui il vernacolo e l’haiku.

Ha partecipato a vari concorsi letterari, come il 13° concorso nazionale “Violetta di Soragna” nel 2005, dove ottiene una menzione d’onore, e il 3° concorso “Ricordando un amico”, dove ha ricevuto un premio speciale per una poesia d’amore.

Nonostante il successo, Gianni mantiene un profondo legame con la scrittura tradizionale. Non è attratto dalla tecnologia e preferisce scrivere di suo pugno, trovando nella scrittura manuale un’estensione diretta del suo pensiero e della sua anima.

Oltre alla scrittura, Gianni è anche un pittore, ispirato dai grandi maestri della pittura, come Pablo Picasso, per creare opere visive che esprimono il suo spirito artistico. La pittura gli offre un canale alternativo per esplorare la creatività e comunicare emozioni e idee attraverso colori e forme uniche, che riflettono la sua personale visione artistica.

Gianni Dall’Olio, poeta e scrittore di poesie e fiabe, ha inoltre una vena creativa che si esprime nel campo della fantascienza. Le sue opere fantascientifiche offrono uno sguardo visionario sul futuro, mescolando elementi di introspezione con l’avventura e l’ignoto. Attraverso i suoi racconti, Gianni esplora temi complessi come l’evoluzione umana e la natura dell’universo, mantenendo un’impronta poetica e un profondo legame con l’animo umano.

 

POESIE

Mentre

Acque imporporate
a ponente
tra pennellate
del bianco delle vele
di barche;
la prima vedetta
— eroica —
sfida l’ultimo sguardo
del giorno,
e, silenziosa, quiete
è di pochi istanti.

La «prima vedetta» è Vespero (latino Vesperugo, greco Esperos), denominata poeticamente Venere: la prima stella che si scorge nel crepuscolo, prima e unica ad affacciarsi a sfidare l’ultimo sguardo del giorno.

Monterosso al Mare (5 Terre) — 04.05.2008, ore 19,45 · S.I.A.E. 142663

Di te

Sai i segreti
degli aquiloni
e continui i giorni
degli arcobaleni,
facendo traccia
che parte
da sentiero;
così
ogni giorno
ho vestito le ombre
di luce,
e conosco la parola
di te:
«poesia».

San Valentino — 13.02.2007, ore 17,00 · dedicata · Yanni

Il rumore della neve

Ascolto
l’attendibile solitudine
tra la fantasia della neve
che scopa il nero;
l’avara pioggia
ha ceduto il suono scordato
al bianco creativo,
e invisibili gazzarre
son mute.

Nei camini accesi
tremolii di fiamma
carezzano i pensieri
di giorni mai uguali,
le illusioni si distendono
e le insidie paiono d’argilla,
tra il dolce rumore della neve.

20.03.2007 (Nevica) — ore 17,17 · Yanni

Ore rare

I problemi: eterni!
L’universo: da capire!
Lo spirito: immortale?
L’uomo: un garbuglio?

Quando ore rare,
di bambagia,
come schegge di luce
aprono nella mente
un pensare a scatti,
cosicché
venti di memorie irrisolte
si affossino
e altre tracimino,
ritorna
un respiro libero, fermo,
e,
senza sollevare un pelo.

17.04.2007 — ore 20,00 · Yanni

Porte e finestre

Ci sono volte
che non so mai
se entrare dalla porta
o dalla finestra
non è facile
non so.

Tutte le mie porte
sono aperte,
guardano l’alba
e le finestre il tramonto.

Tutto è indispensabile,
mangiare, bere, dormire,
lavorare, godere, morire,
scegliere, combattere,
aspettare, più mille altri
e vivi il tuo sogno.

Quelle volte
quando scompare
ti trovi sveglio
e con le finestre al posto della porta,
tu esci
ed è già tramonto.

01.12.2006 — ore 18,00 · Yanni

Il rifarsi della felicità

Il rifarsi
della felicità
, risacca tremula fino alla gola,
discende
, dismemore dell’illusione,
al cuore
, nuovo,
stringendo i lacci della speranza;
così
da non precipitare più
nell’ombra del ricordo.

16.04.2007 — ore 23,15 · Yanni

Bionda e sottile

Ho camminato per giorni interi
in mezzo a campi pieni di fiori
ne ho colto la fragranza
ed ammirato i colori
ho visto cieli e tramonti d’incanto
ma tu non c’eri
ed ho pianto

Ho parlato di te
con tanta gente
e sempre di più tu occupavi la mia mente
ho dormito, ti ho sognata
ed al risveglio ti ho cercata e cercata;
finalmente in un solitario bar
ti ho trovata e poi fumata

Dedicata all’amata Sigaretta, quando fumavo; quarant’anni fa, poi divorziai. — Yanni, 29.10.2004, ore 17,00

Virus

Che malattia è
quella che ti fa scrivere
scrivere e scrivere,
virus secolare
indistruttibile, impermeabile al niente.
Proprio quando
sembra rinsecchirsi e spegnersi,
perso eternamente,
ecco che rigermoglia
— il primo nato —
e tu
sei tutt’uno con quell’inchiostro,
estremo prolungamento dell’anima.

Yanni — 18.11.2006, ore 14,15

Matto da legare

Sentirmi sdraiato
su di me stesso
volendo e cercando
quel riposo, vivo, non velato
un’onda pura, che mi bagni
tu, che mi ami
, fresca brezza di mare,
con quel sorriso
che mi sa sempre parlare
ora, subito, adesso!!!
— matto da legare —

Impastato di lavoro, di stanchezza
mi arruffo e sbuffo
come se avessi sbagliato, quel tuffo,
gatto e topo
di questo io, mio,
cosa c’era dietro
e che sarà davanti
è litania pura
dei migliori santi
belle donne
passano e ripassano
strusciandosi là avanti
ed io
non voglio più
mettermi i guanti
— matto da legare —

, cerco quel riposo vivo,
la mia vita con te
fare l’amore
chè questo
è il nostro momento
forse quello migliore
ogni giorno
circondato dal dolore e sofferenza di tanti
che respiro come una penitenza
voglio quel riposo, vivo,
attivo, senza strafare
— matto da legare — !

Jeu de rimes — 21.07.2005, ore 20,30 · Yanni · dedicata

POESIE VISIVE (calligrammi).

Odissea

Come onde
che declivano:
un vento propagatore
di avventure malate
torchia le anime
in giochi di fumo
ancorati al vento.

«Senza nessuna guerra
senza un profitto
senza uno sfruttamento
l’uomo si annoierebbe
a tal punto da estinguersi»

— Teoria di chi ha tutto —

Ora,
che in molti
siamo plasmati
di stupidità
e turbiniamo d’idee
come gelidi vulcani
che impauriscono
perfino il tuono,
invocando quotidiane
illusioni,
ci proiettiamo in
derelitte sembianze umane.

«Spiragli stracolmi
di fantasie attendibili
inducono labbra silenziose
a giorni invisibili,
anche se il tetro fare
di ricordi bluastri
suona come musica
da cantina tarlata.»

27.03.2007 — ore 14,15 · Yanni · (nell’originale i versi sono disposti graficamente sulla pagina)

In qualsiasi istante

Cavalchiamo questa vita
sempre con il cappio al collo:
in qualsiasi momento
il cavallo può inciampare
e tutto si azzera.

28.03.2007 — ore 17,30 · Yanni · (nell’originale i versi corrono in diagonale sulla pagina)

Un fare che s'infarina

Il brusio amaro delle,
modella e impigra la mente del pensatore,
strumento del vivere,
che si sbriciola in frammenti infarinati di chiodi
arrecanti dolori tra sorrisi silenziosi che nascondono:

Sbottonati
scaviamo
vecchie ombre
consumate come
osterie soffocate
da fumo e alcool
accorgendocene
solo quando
ci si stira.

26.03.2007 — ore 17,15 · Yanni · (nell’originale i versi sono composti a onda sulla pagina)

Sonetto del Ribolla Gialla alla Scorza Amara

Oh, per tutti i giusti, non adombrarti
sì tanto amica Scorza Amara, anche se
in pochi diran di te, «E’ COSA RARA»,
ed altri ancora che sei di modesta
lega; non pensar mai che la natura,
snaturatamente, possa un bel giorno
abbandonarti, ma l’uomo sì!!
Ahimè, egli a volte è infingardo e ben nega,
senza alcuna vergogna, abbandonando
anche il miglior amico: è volubile,
instabile e mal avverso ad affrontar
faccia a faccia il suo peccato. Ed ora
cara amica non insabbiare le tue
ambizioni, chè ognun di noi ha sì grandi
special virtù che nulla
toglie, a chi vien soppesato modesto,
d’esser un dì, di Principe, ancor di più!!

Ribolla Gialla d’autore — Gianni Dall’Olio, 14.11.2011 · S.I.A.E. 142663

Sonetto del Tocai friulano all'uomo

Ti vedrò di nuovo? Sicuramente
sì! Il tuo spirito mi vaga intorno
per rivolger la tentazione al mio
gusto, così pieno, intenso, con quella
unicità in colore e retrogusto,
amato pur da chi gusta «un robusto.»
«Ah, ma che eccelso Tocai! Che unicità!»
vanti dir uomo ad ogni nostro incontro:
che io non sia mai stato «soldato
di ventura» è indiscusso, come pure
bonario per natura, e con sì franca
bonarietà mi sento qui italiano.
Ma di questo pass’io mano a storia;
e or vorria vergar soav lirica
a futura memoria:
«Che tutti i flauti di bontà vivan in me
per tuo divenir d’amore e gloria.»

Tocai friulano d’autore — Gianni Dall’Olio, 11.09.2011 · S.I.A.E. 142663

Poesia

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Poesia

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Dipinto

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DIPINTI FILOSOFICI

Del Dubbio

Il Valore del Dubbio: Una Riflessione Artistica

Opera di Gianni Dall’Olio, 2024

Nell’opera “Del Dubbio”, l’artista ci invita a meditare sulla potenza paradossale dell’incertezza attraverso un vivace dialogo tra colori decisi e forme enigmatiche. La figura blu, col suo sguardo penetrante e il cappello rosso, sembra incarnare proprio quell’inquietudine necessaria alla conoscenza autentica, mentre galleggia in uno spazio giallo vibrante di possibilità.

Al centro dell’opera campeggia l’illuminante aforisma di Francis Bacon (1561-1626):

“Se un uomo parte da certezze, terminerà con i dubbi; ma se si contenta di cominciare con dubbi, terminerà con certezze.”

Questa riflessione, resa in caratteri decisi direttamente sulla tela, diventa parte integrante della composizione e ci ricorda come il percorso della conoscenza spesso proceda per vie inaspettate.

In un’epoca in cui celebriamo la festa dell’apostolo Tommaso, il quadro ci invita a rivalutare il dubbio non come debolezza, ma come prezioso strumento di ricerca. Come Tommaso che chiese di toccare le ferite di Cristo prima di credere, così anche noi possiamo riconoscere nel dubitare un atto di onestà intellettuale. Gesù stesso, pur lodando la fede incondizionata, concesse al discepolo la possibilità di verificare, di interrogare, di dubitare.

Certo, il dubbio porta con sé dei rischi: può generare inerzia, scetticismo sterile, ansia esistenziale. Ma come suggeriscono i contrasti cromatici nell’opera – il blu profondo contro il giallo luminoso, i tocchi di rosso vibrante – è proprio nella tensione tra opposti che nasce la comprensione più autentica.

I diamanti rossi che punteggiano la composizione sembrano rappresentare quelle certezze che emergono dalla nebbia del dubbio, preziose proprio perché conquistate attraverso l’interrogazione continua.

Montaigne, contemporaneo di Bacon, osservava che “il molto sapere porta l’occasione di più dubitare”. La figura dell’opera, con il suo atteggiamento pensoso e quasi sornione, sembra incarnare questa saggezza: chi possiede una conoscenza profonda riconosce la complessità del reale ed evita l’arroganza di chi crede di possedere l’intera verità.

Nel nostro tempo, dove spesso si confonde la sicurezza del tono con la validità dell’argomento, dove il volume della voce sostituisce la profondità del pensiero, l’opera di Gianni ci ricorda il valore di un sano dubbio, di una pausa riflessiva, di un’esitazione rispettosa.

L’audace semplicità stilistica del dipinto, che unisce elementi naïf a una profonda riflessione filosofica, ci mostra come anche nell’arte, come nella conoscenza, sia necessario attraversare l’incertezza per giungere a una espressione autentica. Un invito visivo a riscoprire, nelle nostre vite frenetiche e sovraccariche di informazioni, il valore trasformativo del dubbio come principio di saggezza.

 

“Del Dubbio” fa parte della serie “Riflessioni Filosofiche” dell’artista Gianni Dall’OliO, in cui parola e immagine si fondono per evocare stati di coscienza e interrogativi esistenziali.

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